Italia vs Germania
15 novembre 2013 20.45 CET 15/11/2013 20.45.00 CET
Arb: Olegário Benquerença
Stadio Giuseppe Meazza
Spettatori: 40.000
Italia
ITA
  • I. Abate 28°
1-1
Germania
GER
  • M. Hummels 8°
FINITA
ITA
GER
0 15 30 45 60 75 90 15 30
RIGORI
ITA
-
GER

Italia-Germania 1-1: tutto nel primo tempo... prima Hummels, poi Abate

La Germania continua a non battere l’Italia da 18 anni a questa parte, non la fa sul suolo italiano da ben 27, correva il lontanissimo ’86, e di certo non avrebbe potuto riuscirci stasera visto che al San Siro la nazionale italiana non ha mai perso in 40 incontri (31 vittorie e 9 pareggi con questo 1-1).

Alla fine, nonostante i tre legni dei teutonici gli Azzurri hanno giocato un buon primo tempo, e qualche leggero calo di tensione stava per premiare una Germania che, a dispetto di un alto coefficiente di qualità, ha dimostrato ben poco sul piano del gioco.

FORMAZIONI – Cesare Prandelli non ha voglia di fare esperimenti e manda in campo la miglior squadra possibile: nel suo 4-3-1-2 tornano Criscito e Thiago Motta titolari, solo panchina per De Rossi, mentre è Montolivo la punta di diamante del centrocampo, a ridosso della coppia di attacco Osvaldo-Balotelli.

Ma neanche Joachim Löw è in vena di troppe sperimentazioni, conferma il collaudato 4-2-3-1 dove Lahm affianca Khedira in mediana (posizione spesso ricoperta al Bayern da quando c’è Guardiola) e con Müller, Kroos e Schürrle a gravitare attorno a Götze, falso nueve. Gli esclusi celebri sono solo Reus e Özil.

PRIMO TEMPO – Dopo le recenti delusioni in termini di risultati e qualità (i due pareggi di ottobre hanno escluso la nazionale dalle teste di serie per i Mondiali) gli Azzurri entrano in campo pigiando sull’acceleratore, desiderosi di condurre il pallino del gioco e di trovare il vantaggio quanto prima, ma al primo sussulto sono gli ospiti a insaccarla.

All’8’ il calcio d’angolo battuto da Kroos trova la testa di Hummels che colpisce il legno interno e regala ai tedeschi il primo goal su gioco aereo del nuovo corso: i teutonici infatti non avevano mai segnato di testa in tutto il girone di qualificazione ai Mondiali (per un totale di 36 reti), mentre l’Italia si era già fatta purgare sia da Bendtner che da Mkhitaryan nelle ultime due sfide internazionali, a sottolineare dei problemi difensivi sulle palle inattive che non sono ancora stati risolti.

La Germania sfiora il raddoppio al 17’ quando Khedira, scambiando la posizione con Kroos e inserendosi fra le linee, è libero di sprigionare un destro che si stampa sul palo. Ma poco prima della mezzora sono gli Azzurri a trovare il pari con Abate che recupera un pallone sulla trequarti, entra in area e triangola con Bonucci, il tacco di ritorno gli fornisce lo spazio per scaricare un sinistro a incrociare che sbatte sul legno e gonfia la rete.

Passano pochi minuti e Schürrle sfrutta un disimpegno totalmente errato di Bonucci, che gli regala palla sulla trequarti, per liberare una conclusione da fuori e stamparla sulla traversa. Ma per la prima frazione di gara può bastare così.

SECONDO TEMPO – L’intervallo rigenera l’Italia che rientra in campo con nuova linfa. Neanche cinque minuti e una punizione intelligente di Pirlo manda in porta Marchisio, ma il sinistro del centrocampista è sul primo palo e Neuer si rifugia in angolo. Al 57’ un ottimo traversone rasoterra di Criscito semina il panico nell’area tedesca senza trovare la deviazione vincente.

A questo punto Löw decide di calare le carte Reus e Özil al posto di Götze e Schürrle, quando invece Prandelli aveva già deciso di rinunciare a Osvaldo – e perciò alla doppia punta – per inserire Candreva e passare al modulo ad albero di Natale, e la partita si blocca.

Il primo sussulto di emozione arriva soltanto all’80’ su un principio di rissa scaturito da un battibecco tra Thiago Motta e Kroos dopo un fallo di quest’ultimo e risolto con la doppia ammonizione. Alla fine la sensazione è che nessuno abbia voglia di infortunarsi e che quello che si è visto nella prima frazione di gara potesse bastare.

A cinque secondi dal triplice fischio Höwedes ci prova dal limite centrando il palo, e sulla ribattuta il neo entrato Bender e Reus, liberi di appoggiare la palla in porta, si ostacolano a vicenda sfumando l’ultima occasione di vincere la gara.

CHIAVE – L’Italia ha dimostrato una mole di gioco più produttiva finché ha giocato con le due punte (in pratica meno di un’ora), mentre i tedeschi hanno dovuto fare un pressing altissimo per poter limitare la manovra propositiva azzurra, ma appena Prandelli ha rinunciato alla profondità l’offensiva è venuta meno.

Nonostante i tre legni la squadra di Löw ha messo in difficoltà gli avversari solo quando ha pressato alto, ma una mossa del genere non può essere sostenuta a lungo termine, e infatti l’unico goal è scaturito da una palla inattiva, uno dei punti deboli più evidenti di questa nazionale, messo in risalto dalle assenze di Chiellini e De Rossi.

MOVIOLA – Al 40’ Olegário Benquerença nel giro di un minuto prima risparmia il giallo a Kroos, intervenuto in netto ritardo su Marchisio, e poi nega persino il calcio di punizione all’Italia quando Hummels trattiene vistosamente la maglia a Balotelli al limite dell’area.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Ignazio Abate: Il migliore dell'Italia. Avanti e indietro senza stancarsi trova un goal bellissimo frutto di coraggio, capacità, forza e precisione.

IL PEGGIORE - Pablo Osvaldo: Il peggiore dell'Italia. Gioca al posto di Beppe Rossi ma non riesce mai a trovare la via della porta. Poca intesa con Balotelli. Esce deluso, dopo aver deluso.